
In nome della “protezione”, l'Europa vuole inasprire il MiCA uccidendo libertà, privacy e competitività
21 Milioni di Chiacchiere, 10/12/2026, 1 engagement
parliamo di Bitcoin il martedì e giovedì alle ore 18:30 sugli space di X

21 Milioni di Chiacchiere, 10/12/2026, 1 engagement

21 Milioni di Chiacchiere, 10/12/2026, 1 engagement

21 Milioni di Chiacchiere, 10/8/2026, 1 engagement

In nome della “protezione”, l'Europa vuole inasprire il MiCA uccidendo libertà, privacy e competitività
https://news.21milioni.com/in-nome-della-protezione-l-europa-vuole-inasprire-il-mica-uc.html
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10/12/2026, 1 engagement
Mark Karpelès, da simbolo del fallimento Mt. Gox a esperto di implant su Ledger
https://news.21milioni.com/mark-karpeles-da-simbolo-del-fallimento-mt-gox-a-esperto-di-.html
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10/12/2026, 1 engagement
10/8/2026, 1 engagement
Finalmente una buona notizia. Il Tesoro USA ha ritirato ufficialmente due regole di sorveglianza crypto che da anni minacciavano la privacy e l’autocustodia: la famigerata “unhosted wallet rule” e quella sui mixer. Regole nate con la scusa di combattere il riciclaggio, ma in realtà pensate per trattare come sospetto chiunque tenga i propri bitcoin in un wallet non custodito o usi strumenti di privacy di base (tipo non riutilizzare indirizzi). Pratiche pessime, invasive, e soprattutto inutili per gli scopi che dicevano di perseguire: non fermano i criminali seri, colpiscono solo gli utenti normali e vorrebbero favorire verso la centralizzazione. Queste proposte stanno crollando. È un segnale importante: la sorveglianza di massa mascherata da “compliance” non è inevitabile. L’autocustodia non è un crimine. La privacy non è sospetta. Bitcoin è fatto per essere usato senza chiedere permesso. Il lavoro non è finito (l’autorità legislativa per inventarne di nuove resta), ma almeno qualche cattiva abitudine sta iniziando a cadere.
10/6/2026, 4 engagements
10/1/2026, 1 engagement
Il rilascio di Bitcoin Core v32.0 è già in fase di release candidate.
Il target ufficiale per il tag finale è il 10 ottobre 2026. La data può slittare leggermente se emergono bug critici durante i test, ma il processo è in fase avanzata
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L’EBA ha chiesto formalmente alla Commissione Europea di valutare l’inclusione del crypto lending/borrowing (inclusa l’intermediazione verso protocolli DeFi) nell’ambito di MiCA. Tra le opzioni proposte: test di adeguatezza, tetti alla leva finanziaria, obblighi di disclosure rafforzati e un eventuale regime di certificazione per i protocolli DeFi. Queste indicazioni rientrano nella revisione di MiCA in corso (la consultazione pubblica chiude il 30 settembre 2026).
In sintesi: oggi MiCA lascia un “vuoto” deliberato sul lending e sull’uso delle cripto come collaterale, ma impone obblighi stringenti di trasparenza e consenso quando un CASP è coinvolto. Le regole nazionali e quelle bancarie restano decisive, e un’evoluzione regolamentare a livello UE è in discussione.
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9/29/2026, 1 engagement
bloomberg ci va pesante con Adam Back, nell'articolo
L'impero crypto di Adam "Not Satoshi" Back colpito da un attacco hacker e da cause legali
L’impero cripto di Adam Back sotto pressione: hack da centinaia di milioni, cause legali e un deal fallito da 15 milioni
Adam Back occupa da anni un posto quasi mitologico nel mondo Bitcoin. Criptografo britannico, inventore di Hashcash (il sistema di proof-of-work citato da Satoshi Nakamoto nel white paper originale), cofondatore e CEO di Blockstream, è da tempo al centro di voci insistenti secondo cui potrebbe essere lo stesso creatore di Bitcoin.
Lui lo ha sempre smentito con fermezza, anche dopo le indagini del New York Times del 2026.
Eppure, mentre l’industria cripto affronta un’altra fase di scuotimento, diverse realtà legate a lui mostrano crepe evidenti. Un’operazione di quotazione pubblica per una società di tesoreria Bitcoin da lui promossa è crollata, un business di mining che ha contribuito a fondare è avvolto da dispute legali, e un attacco informatico da circa 320 milioni di dollari ha colpito Liquid Network, una delle infrastrutture più longeve dell’ecosistema Bitcoin.
Il fallimento del deal BSTR e la “fee di separazione” da 15 milioni
Il progetto Bitcoin Standard Treasury Company (BSTR Holdings), fortemente sostenuto da Back, mirava a diventare una delle maggiori società quotate con tesoreria Bitcoin. L’operazione prevedeva una fusione con una SPAC di Cantor Fitzgerald e il debutto con circa 30.021 BTC (inizialmente presentata come una delle più grandi reserve pubbliche al mondo), più un eventuale finanziamento privato fino a 1,5 miliardi di dollari.
Dopo rinvii, rinegoziazioni e pressioni di mercato, il 20 agosto 2026 l’accordo è stato definitivamente terminato. Secondo i documenti e le ricostruzioni, BSTR (o veicoli collegati come Blockstream Capital Partners) è stata chiamata a versare una fee di 15 milioni di dollari: 10 milioni entro settembre e 5 milioni entro dicembre. Si tratta di un esito amaro per una strategia di tesoreria Bitcoin che Back aveva pubblicamente promosso come percorso virtuoso per le aziende.
Mining e cause legali Blockstream Mining, attività di mining Bitcoin che Back ha contribuito a fondare e di cui detiene una partecipazione di minoranza, è stata scorporata da Blockstream e si trova ora impigliata in controversie con il partner Exacore. Le accuse riguardano mancati pagamenti per attrezzature, bollette elettriche e depositi di clienti, in un contesto di finanziamenti collegati dell’ordine di circa 2 miliardi di dollari. Sono già emerse azioni legali (tra cui una di Xcel Energy per energia non pagata in Texas), e il quadro potrebbe complicarsi ulteriormente.
L’hack della Liquid Network Il colpo più spettacolare è arrivato il 6 settembre 2026. Un bug di consenso nel software Elements (alla base della sidechain Liquid promossa e possiamo dire coordinata da Blockstream) ha permesso a un attaccante di mintare circa 4.000 L-BTC non supportati e di ritirarli come Bitcoin reali dalla riserva della federazione. In poche ore la riserva è crollata drasticamente. Blockstream ha interrotto la rete e i ponti.
L’attore si è presentato come “white hat”, ha restituito circa 3.400 BTC dopo trattative condotte anche on-chain, ma ha trattenuto circa 600 BTC (valore intorno ai 47 milioni di dollari al momento dei fatti), chiedendo di fatto un “premio”. Blockstream ha rifiutato di pagare un riscatto, ha definito l’operazione un furto e non una disclosure responsabile, e Adam Back ha dichiarato che la peg 1:1 di L-BTC verrà comunque garantita dall’azienda. I fondi degli utenti sono rimasti temporaneamente bloccati e la fiducia nell’infrastruttura ha subito un duro colpo, anche perché modelli di sicurezza e moduli hardware di Liquid erano già oggetto di discussioni interne.
Un contesto più ampio e le domande aperte Questi eventi non avvengono in isolamento. L’industria cripto continua a fare i conti con volatilità, regolamentazione e fallimenti di progetti ambiziosi. Blockstream resta una delle società di infrastruttura Bitcoin più storiche, ma la combinazione di un deal pubblico naufragato, controversie sul mining e una vulnerabilità critica su una sidechain di alto profilo mette sotto i riflettori le difficoltà di scalare e gestire imprese legate a figure leggendarie del settore.
Le voci su Satoshi, le precedenti indagini giornalistiche e le dinamiche finanziarie complesse (inclusi veicoli di investimento e figure dietro le quinte) alimentano ulteriori interrogativi. Back e i suoi collaboratori hanno cercato di contenere i danni con comunicazioni pubbliche e impegni a coprire i buchi, ma il messaggio che emerge è chiaro: anche i pionieri più rispettati non sono immuni alle pressioni del mercato, agli errori tecnici e alle complicazioni legali e finanziarie.
In un settore che si vanta di “code is law” (anche se questo motto è da attribuire più al mondo Ethererum che a Bitcoin) e di fiducia minimizzata, episodi come l’hack di Liquid ricordano quanto resti importante la robustezza del software e la governance delle infrastrutture. Per Adam Back e per Blockstream, le prossime settimane e mesi saranno decisive per dimostrare capacità di recupero e ripristinare la fiducia.
L’impero costruito intorno a uno dei nomi più iconici di Bitcoin sta affrontando la sua prova più dura.
9/29/2026, 3 engagements
9/26/2026, 1 engagement
IamNotAVillain ha iniziato a pubblicare "The Italy Files", un dump di circa 150 GB e oltre 85.000 file provenienti da sistemi governativi italiani, inclusi dati di oltre 130.000 funzionari pubblici come passaporti, carte sanitarie e licenze d'armi. L'attore aveva rivendicato il breach Revolut di settembre 2026, sostenendo di aver usato email PEC compromesse del Ministero dell'Interno per sei mesi per richiedere dati di circa 680 clienti "crypto whales". Le immagini allegate mostrano screenshot dal sito dell'attore con esempi di documenti esposti e accuse all'Italia per carenze nella protezione dei dati, con implicazioni su privacy e sicurezza nazionale.
9/24/2026, 2 engagements
lo space di 21 milioni di chiacchiere arriva su Nostr: Bitcoin in italiano
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9/23/2026, 7 engagements
Criptovalute, evasori al setaccio. Ma i questionari del Fisco sono snobbati L’amministrazione finanziaria sta avviando i controlli su un campione di soggetti a rischio tra quelli che non hanno regolarizzato gli anni 2023 e 2024 23/09/2026 di Francesco Cerisano e Matteo Rizzi
L’Agenzia delle Entrate starebbe facendo controlli mirati sulle cripto-attività (bitcoin, token, NFT) relative agli anni 2023 e 2024. Si concentra su chi non ha aderito alla sanatoria della legge di bilancio 2023 (legge 197/2022).
Hanno ottenuto dati dettagliati dagli exchange (depositi, prelievi, compravendite, permute). Hanno filtrato la platea arrivando a meno di mille soggetti che:hanno generato plusvalenze, detenevano cripto al 31 dicembre, hanno fatto apporti.
I controlli (partiti a giugno 2026) consistono principalmente in questionari in cui si chiede di giustificare il costo di acquisto, provenienza della liquidità, acquisti, cessioni, plusvalenze e giacenze di fine anno.
L’articolo sottolinea che finora i risultati sono scarsi perché i destinatari sono “non compliant” e i questionari vengono sostanzialmente ignorati. In prospettiva:Con il D.Lgs. 194/2025 (recepimento DAC8) dal 30 giugno 2027 arriverà lo scambio automatico dei dati sugli operatori MiCAR (operazioni 2026). Dal 30 giugno 2026 il Registro VASP dell’OAM è stato sostituito da Banca d’Italia e Consob.
La sanatoria 2023 (legge 197/2022 + circolare 30/E 2023) con aliquota agevolata del 3,5% + 0,5% è nota. L’Agenzia ha da anni poteri di richiedere dati agli intermediari (art. 32 DPR 600/1973).
Che lo stia facendo non è sorprendente. La DAC8 è reale e l’Italia l’ha recepita. Il primo scambio automatico strutturato è previsto per il 2027 (dati 2026). Questo è un fatto normativo. Il passaggio di vigilanza da OAM a Banca d’Italia/Consob per i VASP è avvenuto con MiCAR.
«Meno di un migliaio di soggetti». Numero molto basso rispetto alla platea potenziale di detentori italiani di crypto. O l’Agenzia ha dati limitati, o sta facendo controlli simbolici/pilota. Non ci sono fonti ufficiali AdE a supporto di questo numero (è solo quanto riportato da ItaliaOggi). «I questionari sono snobbati» e «producono poco o nulla».
È un’affermazione giornalistica. Non ci sono numeri pubblici di risposte ricevute, di accertamenti definitivi, di recuperato d’imposta o di avvisi di accertamento emessi. Potrebbe essere vero, ma resta aneddotico.
L’idea che stiano «affilando le armi» e passando alle «maniere forti» suona più da titolo che da sostanza.
Finché restano questionari (fase istruttoria), non è ancora accertamento.
Chi risponde male o non risponde rischia di peggiorare la propria posizione (presunzioni), ma molti bitcoiner sanno che senza dati solidi e tracciabilità on-chain completa l’Agenzia fa fatica a ricostruire costi di carico e provenienza, soprattutto su self-custody e exchange esteri non collaborativi. La “scrematura triplice” (plusvalenze + detenzione fine anno + apporti) suona ragionevole, ma non sappiamo quanto i dati degli exchange siano completi, accurati e ricollegabili a codici fiscali italiani.
Finché si tratta di exchange centralizzati italiani o UE, il Fisco può ottenere dati.
Su wallet hardware, Lightning, coinjoin, monero, exchange offshore o self-custody pura le cose si complicano enormemente. «Evasori al setaccio» è retorica. Molti detengono bitcoin da anni senza aver mai venduto (quindi senza plusvalenza realizzata) o hanno fatto operazioni sotto soglie o con costi di carico difficili da contestare. La vera stretta arriverà (forse) con DAC8 nel 2027, non con questi questionari “artigianali”. Fino ad allora continua il classico gatto e topo.
FontiArticolo originale: ItaliaOggi, 23 settembre 2026 (unico pezzo di partenza). Normativa citata nell’articolo: legge 197/2022, circolare AdE 30/E 2023, D.Lgs. 194/2025 (DAC8), MiCAR. Non risultano (al momento della lettura) comunicati ufficiali dell’Agenzia delle Entrate che confermino numeri precisi di questionari inviati o tassi di risposta.
In sintesi: L’Agenzia sta facendo controlli mirati e limitati su chi non ha sanato 2023-2024, basandosi sui dati degli exchange. I questionari al momento sembrano poco efficaci. La vera svolta (se arriverà) sarà lo scambio automatico DAC8 dal 2027.
Fino ad allora, come al solito: not your keys, not your coins… e documentatevi bene se vi arriva qualcosa
I risultati del barometro Bitstack, un'indagine condotta in collaborazione con Selvitys che analizza il crescente interesse degli italiani verso Bitcoin.
I dati rivelano che il 10% della popolazione possiede la criptovaluta, utilizzandola spesso come primo strumento di investimento, specialmente tra i giovani. Emerge un marcato contrasto tra la notorietà del marchio e l'effettiva conoscenza finanziaria, con molti cittadini ancora incerti sul funzionamento dell'asset o sui reali effetti dell'inflazione.
Rispetto a Francia e Spagna, l'Italia manifesta una peculiare sfiducia verso la Banca Centrale Europea, preferendo talvolta il Bitcoin come riserva di valore. Nonostante ciò, gli investitori mantengono un approccio prudente, privilegiando ancora beni tradizionali come l'oro e gli immobili per la protezione del potere d'acquisto a lungo termine. La ricerca conclude evidenziando una divisione nelle opinioni su possibili politiche pubbliche, come la creazione di una riserva strategica nazionale o l'estrazione tramite energie rinnovabili

9/23/2026, 3 engagements
Bull Bitcoin aggiorna sulla situazione di Liquid Network.
Secondo l’azienda, lo stato di Liquid Network è completamente fuori dal suo controllo: deve attendere che la Federazione ripristini i peg-out e riporti il backing L-BTC/BTC a 1:1.
Finché non sarà possibile convertire in sicurezza L-BTC in BTC o Lightning, Bull Bitcoin non riattiverà i pagamenti inbound che farebbero accumulare L-BTC agli utenti senza una via d’uscita garantita. L’azienda preferisce non esporre gli utenti a rischi non compensati e attende la piena ripresa del peg (stimata entro circa 30 giorni).
Nel frattempo sta valutando alternative per i pagamenti Lightning. Priorità dichiarata: proteggere i fondi degli utenti e non far perdere denaro a nessuno
Bluerating, 22 settembre 2026 Italiani e denaro: sfiducia nell’Euro, inflazione sottostimata e la corsa dei giovani al Bitcoin
L’articolo presenta i risultati del “barometro” di Bitstack (primo operatore francese per il risparmio in Bitcoin), realizzato con l’istituto Selvitys su un campione rappresentativo di 2.000 italiani tra i 18 e i 64 anni.
Lo studio esplora il rapporto degli italiani con il denaro, l’inflazione e soprattutto con il Bitcoin (considerato un asset distinto dalle altre criptovalute).
Principali risultati generali Meno di un italiano su due si fida dell’euro per proteggere i propri risparmi. L’85% sottostima l’impatto dell’inflazione dal 2020 a oggi. Solo il 15% individua correttamente una perdita di potere d’acquisto superiore al 15% negli ultimi cinque anni (l’Istat calcola un’inflazione cumulata 2021-2025 del 17,1%). Solo sei italiani su dieci sanno che i soldi su un conto corrente non remunerato perdono valore nel tempo. Per preservare il potere d’acquisto su 10 anni, gli italiani preferiscono:
Parti relative al Bitcoin (evidenziate)
Notorietà e comprensione Il 93% degli italiani ha sentito parlare di Bitcoin, ma solo il 17% sa spiegarlo. Il 42% ne conosce il principio generale e il 34% solo il nome. La percezione è lievemente positiva (30% positiva vs 19% negativa; 51% senza opinione chiara).
Possesso Il 10% degli italiani possiede Bitcoin. È più diffuso tra gli uomini (13% vs 7% delle donne) e tra i 25-34enni (16%), mentre scende al 3% tra i 55-64enni. Per il 35% dei possessori è stato il primo investimento finanziario in assoluto (quasi la metà, 48-49%, tra gli under 35). I portafogli restano diversificati: il 96% detiene anche altri prodotti (conto di risparmio, azioni, oro) e due terzi destinano al Bitcoin meno del 10% del patrimonio finanziario. Il 49% prevede di tenerlo più di 3 anni (30% oltre 5 anni); il 64% lo detiene già da più di un anno. Le motivazioni principali: diversificazione (35%) e investimento di lungo periodo (34%), davanti ai guadagni di breve periodo (29%).
Divario generazionale La percezione positiva e il possesso calano nettamente con l’età (dal 47% positivo tra i 18-24enni al 15% tra i 55-64enni). Quasi un under 35 su due (45%) ritiene utile il Bitcoin per prepararsi alla pensione (scende al 22% tra gli over 55). Anche il sostegno a proposte pubbliche legate al Bitcoin è molto più alto tra i giovani (es. app di risparmio automatico in Bitcoin: 65% tra i 18-24enni vs 32% tra i 55-64enni).
Donne e Bitcoin Notorietà quasi identica (93%), ma solo il 10% delle donne si sente in grado di spiegarlo (vs 23% degli uomini) e il possesso è inferiore (7% vs 13%).
Confronto europeo e fiducia nelle istituzioni Notorietà e possesso sono simili in Italia (10%), Francia (8%) e Spagna (9%). L’Italia è l’unico dei tre Paesi con fiducia negativa nella BCE (38% si fida vs 47% non si fida). Tra i possessori italiani di Bitcoin la fiducia nella BCE è ancora più bassa (31%). Per il 27% dei possessori italiani, il Bitcoin è la valuta in cui ripongono più fiducia per i prossimi 10 anni (vs 8% dell’intera popolazione).
Proposte di politica pubblica Gli italiani sono cauti: solo il 33% favorevole a una riserva strategica nazionale di Bitcoin (46% contrario). Maggior sostegno (41% a favore) all’uso di elettricità rinnovabile in eccesso per il mining di Bitcoin (unico saldo positivo tra le proposte testate). Circa un terzo accoglierebbe la possibilità di risparmiare parte dello stipendio in Bitcoin e ritiene che possa diventare una valuta di riferimento globale entro 10-20 anni.
Metodologia Indagine CAWI su 2.000 persone (31 luglio – 7 agosto 2026), metodo delle quote, margine di errore 1,0-2,2 punti.
Borsa Italiana Bitcoin: cresce l’interesse degli italiani 22 settembre 2026
Bitstack, operatore specializzato nel risparmio in Bitcoin, ha pubblicato il “Bitstack Barometer – Gli italiani e il Bitcoin”, realizzata con l’istituto Selvitys su un campione di 2.000 italiani tra i 18 e i 64 anni.
Principali risultati: Notorietà elevata ma conoscenza superficiale: il 93% degli italiani ha sentito parlare di Bitcoin, ma solo il 17% sa spiegarlo. Il 30% ha un’immagine positiva, il 19% negativa e il 51% non ha un’opinione chiara. Possesso: il 10% degli italiani detiene Bitcoin (13% uomini, 7% donne). Il picco è tra i 25-34enni (16%), mentre scende al 3% tra i 55-64enni. Per oltre un terzo dei possessori è stato il primo investimento di sempre. Confronto con Francia e Spagna: livelli di notorietà e possesso simili (Francia 8%, Spagna 9%). L’Italia si distingue però per una maggiore sfiducia verso la BCE: è l’unico dei tre Paesi in cui i sfiduciati superano i fiduciosi (47% vs 38%). Tra i possessori italiani di Bitcoin la fiducia nella BCE è ancora più bassa. Protezione del potere d’acquisto: molti sanno che i soldi sul conto perdono valore, ma solo il 15% quantifica correttamente la perdita inflazionistica (oltre il 15% dal 2020). Gli strumenti preferiti restano conti deposito/risparmio (22%), oro (19%) e immobili (15%); il Bitcoin è indicato solo dal 7%. Politiche pubbliche: scetticismo su una riserva strategica nazionale di Bitcoin (33% a favore, 46% contrario). Maggiore apertura invece all’uso di energia rinnovabile in eccesso per il mining (41% a favore).
Secondo Alexandre Roubaud, CEO di Bitstack, sempre più italiani vedono il Bitcoin come un possibile punto di ingresso di lungo periodo nella finanza personale, anche se la consapevolezza dell’inflazione e degli strumenti di protezione resta ancora limitata.
Il Segretario del Tesoro Scott Bessent ha affermato che le infrastrutture Bitcoin non sono al di fuori della portata dell'OFAC
https://x.com/SecScottBessent/status/2100647771179016234
Il post del Segretario al Tesoro https://blossom.primal.net/2b2f5b94e58da1cd20c3ef6df16953292a8711f69b81fda818ec2c1b863f38c1.jpg Scott Bessent annuncia sanzioni OFAC contro BitBank, una crypto exchange iraniana controllata da Babak Zanjani, e relativi sviluppatori e associati per evasione sanzioni tramite asset digitali.
L’azione rientra nell’Operation Economic Outcast, campagna lanciata ad agosto 2026 dall’amministrazione Trump per isolare economicamente l’Iran colpendo flussi di finanziamento al regime e all’IRGC.
Bessent sottolinea che le criptovalute non offrono più rifugio per finanziare l’Iran: chiunque supporti il regime verrà sanzionato dal Dipartimento del Tesoro.

9/22/2026, 2 engagements
9/22/2026, 4 engagements
"Nel 2008, un oscuro manifesto su internet ha introdotto una nuova visione della moneta, che ha promesso di rendere le banche centrali obsolete. Le ambizioni tecno-futuriste del creatore pseudonimo Satoshi Nakamoto, hanno catturato l’immaginazione del pubblico e hanno dato il via al “boom and bust” degli asset crypto senza garanzie."
ci segnala criptovaluta
https://www.criptovaluta.it/181381/piero-cipollone-bitcoin-bce-asset-tokenizzati/
che Piero Cipollone, membro del board di BCE, ha scritto su The Economist

9/22/2026, 2 engagements
Ecco cosa può succedere: "Il contratto è stato automaticamente annullato dopo il controllo AML."
https://www.reddit.com/r/Bitcoin/comments/1wiugcz/hodl_hodl_silently_introduced_aml
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Hodl Hodl introduce lo “security scoring” sui Bitcoin: protezione o censura mascherata?
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9/18/2026, 1 engagement
9/18/2026, 2 engagements
Wall Street Journal: "Christine Lagarde ha contribuito a bloccare l'ingresso di Binance in Europa. La presidente della BCE è intervenuta personalmente per impedire al principale operatore del settore delle criptovalute, che si è dichiarato colpevole di reati finanziari negli Stati Uniti, di operare nell'UE"
il MiCA nasce con l'intenzione dichiarata di tutelare i risparmiatori, ma la sua architettura pratica crea inevitabilmente un "fossato regolamentare" (regulatory moat) che favorisce gli istituti finanziari tradizionali e le grandi corporation, rendendo la vita estremamente difficile alle startup e alla vera innovazione decentralizzata (DeFi).
MiCA ha introdotto un primo quadro regolatorio uniforme per le cripto-attività nell'UE, con obblighi di trasparenza, requisiti di governance e regole sulla gestione dei conflitti di interesse per i fornitori di servizi. Questo rappresenta un progresso reale rispetto al vuoto normativo precedente.
Tuttavia, le stesse autorità di vigilanza europee (ESMA, EBA, EIOPA) hanno pubblicamente riconosciuto che il livello di protezione rimane limitato. In una comunicazione congiunta dell'ottobre 2025, hanno avvertito che:
Molti cripto-prodotti non rientrano nell'ambito di applicazione di MiCA, e per essi non esiste alcuna forma di protezione armonizzata.
In caso di perdite, la legislazione UE offre una protezione più limitata rispetto agli investimenti tradizionali: non esiste alcun schema di compensazione per i clienti dei fornitori di servizi cripto.
La protezione del consumatore varia a seconda del tipo di cripto-attività, e per alcune categorie (come gli NFT) non si applica affatto.
Quindi, se l'obiettivo dichiarato era tutelare i risparmiatori, MiCA lo fa solo parzialmente: crea un perimetro di regole, ma lascia i consumatori esposti a rischi significativi senza le tutele di base del sistema finanziario tradizionale.
L'analisi dell'impatto di MiCA mostra che i costi di conformità sono estremamente elevati, in particolare per le imprese più piccole:
Il costo di ingresso nel mercato europeo è ora estremamente alto per qualsiasi nuova azienda che offra prodotti o servizi nell'ambito di MiCA. Licensing, governance, requisiti di capitale, presenza locale, personale di conformità, cybersecurity, reporting e supervisione continua creano una base di costi fissi che molte imprese in fase iniziale non possono assorbire. Il risultato è un mercato più conforme, ma anche più concentrato. Grandi istituzioni finanziarie, exchange affermati e fornitori di servizi legacy sono meglio posizionati per soddisfare questi requisiti, mentre gli innovatori più piccoli affrontano una barriera all'ingresso molto più alta.
Questa dinamica è stata definita da alcuni osservatori come la creazione di due mercati separati: da un lato le grandi imprese che accumulano licenze, dall'altro le realtà già autorizzate che usano la conformità come "fossato competitivo" (competitive moat). In altre parole, MiCA rischia di trasformare la regolamentazione in uno strumento di selezione del mercato che favorisce chi ha già le risorse per sostenere i costi, escludendo potenzialmente gli innovatori più agili.
Il caso Binance è emblematico: un exchange enorme, con risorse significative, è stato comunque bloccato — ma non per un difetto formale della sua domanda, bensì per un intervento politico esterno al quadro di MiCA. Questo suggerisce che il problema non è solo la difficoltà di conformarsi, ma anche la discrezionalità politica che può orientare l'applicazione delle regole.
9/18/2026, 1 engagement
Liquid Network ancora non consente il peg-out, ma i pagamenti Lightning sono tornati su AQUA Wallet.
Durante questa beta aperta, è attivo un limite di transazione di 70k Sat, circa 45 euro, a causa della domanda attuale.
Una volta riattivati i Peg-out su Liquid Network, questo limite dovrebbe essere https://blossom.primal.net/aef907ae2fc03504f8fdc67ee72f30fb870d1a75bb170c31733c502c016e3033.jpg aumentato.

9/17/2026, 1 engagement
MostroEuropa diventa trusted community: le community come infrastruttura della decentralizzazione https://news.21milioni.com/mostroeuropa-diventa-trusted-community-le-community-come-infrastruttura-della-decentralizzazione.html https://blossom.primal.net/dc876db4763baec4ccb972b370007308bd94d490dc4df3fef0b5f18304e755cb.jpg
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9/17/2026, 1 engagement
9/17/2026, 4 engagements
9/16/2026